i colori musicali della “cena di Harleking”

Arlecchino,  molto vecchio e stanco, consapevole di non avere ancora molto tempo a disposizione e sentendosi dimenticato dal suo pubblico, tenta di mettersi alla prova per l’ultima volta e decide di tornare in scena per il suo show d’addio…
Organizza così una cena a casa sua alla quale invita i suoi vecchi compagni ancora in vita, maschere famose o meno di un’epoca precisa ma comunque personaggi “senza tempo” …..
Ed è durante questo convivio che ……………….

HARLEKING – RE DEI COLORI
Opera rock originale in due tempi scritta da Antonio Chiavegato e Gustavo Rebonato con musiche originali di Leonardo Morelato e David Cremoni da cui è stato realizzato un omonimo Album CD contenente dodici brani del musical

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La Nuova Creazione live band – Concerto per Emilio

La Nuova Creazione live band durante il Concerto per Emilio ha proposto, oltre ai brani originali del Luca Donini Quartet (di cui Emilio Pizzocoli era il batterista titolare prima della scomparsa prematura) e a quelli, sempre originali, del musical HARLEKING, anche alcuni dei grandi classici che hanno fatto la storia del rock .
Tra questi lo splendido Shine On Your Crazy Diamond dei Pink Floyd  che qui vi propongo nella sua versione completa.
Alla chitarra il grande David Cremoni.
Alla voce Sergio Renier.
Per gli altri componenti la band vedere le info del video youtube

buon compleanno “è viva la vita” ! – NUOVA EDIZIONE

 

è viva la vita

Nuova edizione : non una semplice ristampa ma una versione corretta e aggiornata nella grafica e soprattutto arricchita di nuove aggiunte e citazioni.
Per una lettura più snella e accattivante !

Poco più di cinque anni fa usciva il mio primo libro  dal titolo è viva la vita .
Lo scrissi non per fini commerciali o per pretese di sfondare in ambito editoriale,  ma solo per il bisogno interiore di esprimere me stesso in una modalità diversa dal format canzone, o blog, o chiacchierata a voce, bensì la voglia di dire cose che volevo dire e condividere; la necessità di svuotare, almeno in parte,  il cassetto del mio comodino, così colmo di appunti personali e di storie vissute. E pure il bisogno di provare a condividere parole mie in forma scritta, come ai tempi della scuola e visualizzarle stampate su carta,  per poterle rileggerle ogni volta che mi fosse piaciuto,  per poter sentirne l’odore e lo spessore in un libro finalmente mio e non della infinita marea di autori che avevo avuto modo di leggere negli anni.

Ci fu anche una spinta di amici vari per questo…  “Scrivi Gustavo … scrivi..”.

Bene,  ho scritto.
E me ne sono totalmente e volutamente fregato di regole e canoni stilistici,  roba che ti insegnano ai corsi di scrittura, cose corrette, per carità, ma finalizzate al successo commerciale ed editoriale…  No!  Ho solo rispettato quelle grammaticali, di regole,  perché lì ho ricordi troppo severi degli anni delle elementari (“Gustavo, -po’- si scrive con l’apostrofo, non con l’accento… mamma mia…) paura della maestra…
Per poter avere questa libertà d’azione, non ho cercato un editore tradizionale ma ho usato un sito specializzato nel self publishing e libero da ogni vincolo,  pur con tutti i crismi dei vari codici ISBN e compagnia bella.
Perché io sono io e il ‘quello‘ che volevo raccontare era esattamente quello che poi ho scritto.
Perché io sono io e il ‘come‘ che volevo raccontare era esattamente come poi l’ho raccontato.
Non il quello e il come che altri avrebbero desiderato o voluto che io scrivessi.
Si chiama libertà di espressione, da me,  ma, se preferite, mi sta bene anche “anarchia scritturale”.
Quando uno come il sottoscritto non ha come primo e solo obbiettivo la vendita del libro,  io penso abbia  già dentro una miccia esplosiva che accende una carica incredibile..  sì, perché sai in anticipo che basta una sola (dico una) persona che ti dica “mi è piaciuto molto, Gus”, per regalarti quel piccolo brivido di gioia nel sapere che qualcosa del tuo fluido emotivo, da te partito, è in qualche modo arrivato a destinazione.
Solo questa meraviglia ne vale la pena,  per dire.

Ho così realizzato capitoli, ognuno volutamente con uno stile e forma diversi, come certi musical che spaziano dal rock al pop, dal jazz al blues, dal classico al reggae…
Ho sempre in mente certi album musicali progressive, all’interno dei quali convivono brani da 10 minuti e altri da 30 secondi… bello caspita. Perché ciò che c’è da esprimere non può e non deve avere un tempo per forza commerciale o radiofonico.
Bisogna farlo e punto.

Inoltre ho collocato le scene non in una successione temporale tradizionale lineare e continua ma saltellando avanti e indietro nel tempo… io che su e giù nel tempo ci sguazzo da un po’… quel tempo che mi piace pensare avere una forma circolare e infinitamente ricca di spinte avanti e indietro, come in certi film (Il curioso caso di Benjamin Button di Fincher) o come in certi romanzi (La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo di Niffenegger)
So bene che questo  può mettere confusione a un lettore abituato alla scorrevolezza tradizionale rispetto al mio andazzo così sghembo e irregolare, con questi tempi poi che sembrano posti a casaccio ma che a casaccio non sono, perché un senso ce l’hanno eccome, fidatevi.
(e comunque,  nell’ultima edizione ho impaginato a fine libro una guida temporale sui fatti che accadono nel romanzo per rendere più facile consultarli e collocarli, per chi ama l’ordine e crede nel tempo lineare. )
Insomma cari amici, quello che mi piaceva trasmettere non era la cronaca di una storia,  ma lo scavare dentro gli incroci speciali che fanno da radice alla storia, alle inquietudini delle persone,  ai loro momenti up e down, ai loro progetti… incroci spesso non casuali… e provare a distinguerli,  a riconoscerli,  a carpirne gli attimi di luce, quelli che fanno da motore poi alle decisioni di vita fondamentali di ognuno di noi… fare introspezione, morbida per carità, nel cuore di chi cerca un senso al proprio vivere, sia quotidiano che universale.
Attimi di noi, che vagano in questo tempo circolare e in questo spazio a fisarmonica (“ovunque ci porti”, infatti il sottotitolo).

La storia raccontata è quindi un pretesto per tentare, nel mio piccolo, di gridare al mondo che nulla accade per caso, quando il cuore ci mette del suo, ovviamente.
Perché se c’è cuore c’è tutto.
Se non c’è cuore non c’è nulla.
Sì, direi proprio che è un libro che si snoda tra gli incroci: di anime, di corpi, di sogni.
Attraversamenti perpendicolari di cellule che generano minuscoli big bang dentro il nostro universo., che non ha nulla di invidiare rispetto a quello infinito e misterioso che ci hanno insegnato a scuola.. (- We are so small between the stars, so large against the sky– canta Leonard Cohen in “Stories of the street”)
E,  in ogni nuovo nostro universo, nuovi inizi, nuovi percorsi..una creazione continua di storie a colori.

E Il titolo? Perché quel titolo?
Fu un’amica di nome Caterina a fine 2012 a scrivermi su whatsapp “non ti preoccupare Gus per il negativo che ti sembra abbattere…  tutto accade e passa  perché  “è viva la vita”.
Rimasi di stucco per queste ultime 4 parole:
un soggetto LA VITA e un verbo VIVERE che fan parte della stessa radice etimologica e quindi stessa essenza, entrambi a braccetto nella stessa frase . Come se uno avesse bisogno dell’altro per sostenersi, per credere in quello che si è per davvero, una mano che aiuta l’altra a prendere una farfalla che ti sta scappando… questo pensai..
La VITA che ti accade addosso, cioè l’esterno di te, che è quello che è, in quel momento.
e il VIVERE che invece sei Tu che fai, Tu che scegli, Tu che plasmi questo tuo esistere e lo trasformi in ciò che ti serve.
La VITA che E’ VIVA… che meraviglia…
Mi si illuminò la mente, quella frase me la copiai, la misi da una parte, dicendo dentro di me… “qui un giorno ci scriverò qualcosa..”
Mi piaceva pensare che le difficoltà quotidiane di tutti noi, che spesso ci coinvolgono, ci rendono tristi e a volte addirittura ci travolgono, possano invece essere utilizzate come carburante per il VIVERE, come legna da ardere per fare nuovo fuoco; fuoco che brucia quel passato che non serve più, fuoco che riscalda il cuore e riaccende la speranza.
Ogni giorno, ogni istante è possibile rigenerare nuova VITA… un ciclo senza fine,  se davvero lo vogliamo..
E fu allora che su facebook scrissi una delle frasi che ritengo più significative del mio diario e che mi piace ricordare ancora oggi:
“e se un mondo che crolla fosse solo un cielo che nasce?”
Detto,  fatto !
Nove mesi dopo (proprio come in una gravidanza) il 21 settembre 2013 partorii il libro .
E ci appiccicai quel titolo .

Dopo 5 anni direi che è carino redigere pure un bilancio.
Fatto! ed è estremamente positivo.
Centinaia di copie vendute, e senza mai spingerlo commercialmente, né pubblicizzarlo a pagamento, né fare presentazioni live, né supplicare amici influenti nei media giornalistici e radiotelevisivi, ma solo condividendo la cosa con gli amici,  con gli amici degli amici, sui social…
A me però interessava soprattutto il riscontro critico aldilà dei numeri di vendita, come si diceva.
Opinioni negative o perplessità? Certo ne ho avute parecchie ed era normale, visto le premesse dette sopra.
(Ripeto è un libro di 200 pagine, breve ma non facilissimo, dove gli ostacoli sono soprattutto posizionati nei primi capitoli, quelli di solito decisivi, dove uno (lo faccio anch’io eh) se non ci capisce una mazza chiude il libro e buonanotte… ma chi riesce a superare quelle pagine ….)
Elogi o complimenti? Tanti, molto più del previsto.. alcuni perfino commoventi.
Insomma, il vero obbiettivo era colpire e affondare almeno un cuore.
e invece le “vittime” sono state una marea..

Ne è valsa la pena?
Certo, ne vale sempre la pena

Gustavo Rebonato

ps) è un libro dedicato alle donne, al loro universo complicato, al loro approcciarsi alla vita.
è un libro che sfida il tempo cronologico, rubandone pezzetti preziosi per regalarli al tempo cosmico, ben più affascinante…
Storie minime ma immense, in cui ciascuno di noi può facilmente immedesimarsi, fatti realmente accaduti, ma da me volutamente frullati, remixati e riproposti, sospesi tra fiaba e verità.
è un libro dove i personaggi si rincorrono, dall’Argentina all’Italia, in un intimo teatro di vitalità essenziale.
è un libro che ho scritto col cuore.
gustavo rebonato

il trailer:

dove acquistarlo?
– Nei negozi LA FELTRINELLI (previa prenotazione) in tutta Italia
– Nei principali stores online specializzati tra cui:

AMAZON
– IBS   
LA FELTRINELLI 

 

è viva la vita – terza edizione

E’ uscita la terza edizione di questo mio libro.
Non una semplice ristampa ma una versione corretta e aggiornata nella grafica e soprattutto arricchita di nuove aggiunte e citazioni.
Per una lettura ancora più snella e accattivante
Gustavo Rebonato

disponibile sempre negli stessi circuiti di vendita online e nelle librerie LaFeltrinelli (su prenotazione)